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opendata

L’Italia è un paese che soffre un enorme problema di corruzione. La scarsa trasparenza delle istituzioni arreca un danno enorme al patrimonio nazionale, lasciando di fatto il sistema delle pubbliche amministrazioni al solo giudizio interno e, di tanto in tanto a qualche operazione della magistratura, autorizzata ad agire di fronte a grandi movimenti di denaro e casi accertati.

Tutto questo potrebbe risolversi in un modo davvero semplice, ovvero l’utilizzo degli Open Data.

Gli Open Data che ben conosciamo sono dati pubblici, caricati online e consultabili da chiunque. Un modo nuovo di vivere i dati in grado di rivoluzionare radicalmente la struttura di un paese, soprattutto di fronte a situazioni di corruzione e conti poco chiari.

Attraverso gli Open Data, specialmente se resi obbligatori, qualsiasi cittadino avrebbe la possibilità di accedere alle spese e alle azioni di un comune o in generale di qualsiasi azione statale. Verificando così punto per punto dove le proprie tasse sono state spese e se, eventualmente ci sono delle incongruenze, spese illegittime e denaro sparito dai bilanci.

Una rivoluzione di questo genere è già in atto in alcune situazioni, purtroppo però l’Italia, sotto il punto di vista degli Open Data è stata definita al periodo primitivo, un paese quindi che fatica a entrare in un nuovo ordine delle cose dove tutto ciò che è legato alla Repubblica è realmente pubblico, consultabile e contestabile da qualsiasi cittadino.

Può sembrare una utopia, ma questo sistema di sta diffondendo in Europa e nel mondo, ed è destinato a diventare col tempo lo standard della pubblica amministrazione. Volente o nolente, presto o tardi anche il nostro paese dovrà quindi adeguarsi a un nuovo modo di intendere i dati, e al caricamento di tutte le spese di una pubblica amministrazione in chiaro su banche dati aperte a tutti, capaci quindi di garantire correttezza e legalità.

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