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problemi telegram

Telegram è ancora ai ferri corti in Russia, ed ecco che è arrivato addirittura il ban da parte delle autorità causato dalla mancata consegna della chiavi crittografiche al governo. Telegram, per proteggere i suoi utenti esposti alla legislazione del paese che non consente una libera espressione, ha deciso di non dare le chiavi alle forze di sicurezza che a loro volta hanno accusato Pavel Durov e l suo team di proteggere in questo modo anche elementi legati alla criminalità e al terrorismo.

Ecco quindi che la Russia ha fatto richiesta nel nome della sicurezza nazionale e dell’antiterrorismo ma Telegram ha ribadito di vigilare in modo autonomo e di essere pronta a consegnare tutto il materiale di fronte a situazioni sospette.

Il ban è proseguito fino ad adesso e la Russia ha fatto sapere di considerarsi pronta a porre fine al ban solo se gli sviluppatori si adegueranno alle leggi del paese e concederanno accesso alla piattaforma. Un muro contro muro quindi, che, nonostante i tavoli che hanno visto le autorità e gli sviluppatori discutere un eventuale compromesso non sembra portare ad alcuna soluzione.
Durov, ancora una volta ha ribadito la sua posizione dichiarando come la app si sia adattata al GDPR e non abbia quindi bisogno di ulteriori modifiche.

Telegram negli ultimi mesi ha avuto anche numerosi problemi tecnici, registrati anche in Italia, la causa di questi e ignota e in molti iniziano a pensare che dietro ci sia ancora una volta la Russia, intenzionata a danneggiare l’applicazione e muovere l’utenza verso applicazioni più controllabili.

I down dei server e i forti rallentamenti sono stati registrati da milioni di utenti, e nonostante gli aggiornamenti, la app che fa della trasparenza e della privacy il suo cavallo di battaglia, sempre più spesso si ritrova di fronte a problematiche tecniche, e difficoltà inaspettate.

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