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“Come risultato della nostra revisione abbiamo realizzato di non essere stati intermanete all’altezza dei nostri alti ideali e per questo ci scusiamo”.

Le scuse di Apple arrivano a danno subito e, soprattutto, soltanto dopo essere stata scoperta…

Un crollo di immagine enorme per la compagnia della mela che fa della privacy e della sicurezza la sua bandiera.

Gli utenti Siri, anche in europa, sarebbero infatti stati ascoltati da personale umano.

Conversazioni importanti, anche relative a malattie e problemi gravi, oltre che rapporti sessuali in diretta, farebbero parte delle tracce audio ascoltate dai dipendenti Apple e da aziende esterne.

Un vero e proprio incubo privacy che spinge gli utenti a chiedersi quanto, della loro vita privata, stanno donando ai colossi Hi Tech, in cambio di servizi dei quali abbiamo fatto a meno fino a pochi anni fa.

Lo scandalo di Apple si va ad aggiungere alla lunga lita di violazioni che vedono come protagonisti Facebook, Amazon e Google, aziende a loro volta indagate anche dall’antitrust USA.

Una situazione senza precedenti che potrebbe spingere gli stati a muoversi in modo serio nei confronti delle compagnie che sembrano ormai violare quotidianamente la privacy degli utenti creando dei gravi rischi di sicurezza.

L’idea della propria vita privata ascoltata da personale umano che può potenzialmente conoscere le persone ascoltate, o comunque risalire a loro è a dir poco agghiacciante e ha turbato non poco gli utenti.

Interessante sarebbe scoprire le attuali statistiche di utilizzo degli assistenti vocali e se lo scandalo abbia scatenato una fuga dai software di questo tipo o se comunque gli utenti siano pronti a barattare la loro vita privata con i comandi vocali e le comodità di Siri e degli altri.

Di sicuro Apple avrà un bel da fare per riconquistare l’immagine che si era creata nel corso di una lunga carriera all’insegna della sicurezza.

Quello che avviene nell’iPhone rimane nell’iPhone? A quanto pre no.

Un crollo di credibilità che potrebbe costare milioni di dollari.

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