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Le app di messaggistica istantanea sono di fatto due:

una controllata e legata all’universo Facebook, la più utilizzata del mondo: Whatsapp.

L’altra, apparentemente libera e privata, controllata da una società di cui sappiamo davvero poco, sorretta da finanziamenti e donazioni di ignoti: Telegram.

Whatsapp è apparentemente la app più spiona, legata a un business che ha trasformato le nostre vite in prodotti.

A combattere questa tendenza arriva una nuova realtà: Ginlo.

Ginglo punta tutto sulla privacy fornendo agli utenti messaggi che si autodistruggono e altre funzionalità interessanti.

La cosa più particolare è che Ginlo punta al sostentamento classico, un modello business a pagamento, vera manna dal cielo di questi tempi.

Ginglo infatti permetterà di pagare per ottenere un servizio, anziché vendere la propria privacy per poter inviare messaggi.

La nuova app punta proprio a sfidare Whatsapp dove fa più male, garantendo agli utenti il rispetto totale delle loro informazioni private.

A dir la veriyà la appa somiglia moltissimo a Telegram, e offre molte delle sue funzionalità.

L’idea di un modello business è però la cosa più particolare.

Grazie alla versione a pagamento, aziende e altre realtà potrebbero finalmente pagare per ottenere ciò che desiderano lontani da occhi indiscreti.

La comunicazione smart infatti ha l’effetto collaterale di mettere le nostre vite nelle mani di società private che hanno come unico scopo il profitto totale.

Una prospettiva davvero inquietante che fa rimpiangere il passato dove, al massimo, le nostre conversazioni potevano essere intercettate da persone strettamente autorizzate da parte di uno stato sovrano.

La vendita della privacy ai colossi dei social è uno degli elementi più inquietanti di questa era, una prospettiva che nemmeno la fantascienza era riuscita a prevedere.

Ed ecco che Ginlo sembra voler rispondere ai dubbi che gli utenti hanno verso Telegram e alla mancanza di privacy di Whatsapp, proprio tornando a quel modello premium che ci piacerebbe vedere anche per browser, motori di ricerca mail e quant’altro.


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