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Malware

Negli ultimi mesi il Google Play Store è stato protagonista di una serie di situazioni spiacevoli.

Lo store Android per eccellenza ha visto una valanga di app scaricate da milioni di persone contenere malware di vario genere, da software spia a cryptominer, senza trascurare i sempre più diffusi adware che simulano impressioni per generare denaro alle aziende.

In particolare queste app utilizzano il nostro device cliccando a nostra insaputa le inserzioni in modo tale da far guadagnare chi le produce.

Il problema è che perché questo accada, è necessario che la capacità di elaborazione del nostro device sia utilizzata, così come lo sforzo di batteria che, non solo la esaurisce più rapidamente, ma porta nel tempo a danni permanenti all’hardware in questione.

Una situazione fuori controllo che sta portando molti utenti ad abbandonare il Play Store e avvicinarsi alla rivale Apple con il suo IOS, almeno in apparenza più garantito e protetto.

Ma com’è possibile che un colosso come Google si sia lasciato sfuggire app dannose, scaricate da milioni di persone?

Possibile che almeno le app di successo non vengano controllate con cura dagli ingegneri Google?

O forse la compagnia permette che questo accada proprio perché le app generano guadagni anche alla stessa grande G?

Quello che è certo è che il Play Store non è più sicuro e capita sempre più spesso di incorrere in fake, malware e software spia.

Basti pensare al periodo delle false app di Fortnite che hanno dato vita a truffe e raggiri digitali di ogni genere.

L’immagine di Google e di Android esce danneggiata da un susseguirsi di scandali ormai settimanali.

L’elemento più grave della situazione è la scoperta delle app fraudolente, quasi sempre da parte di riviste e team di sicurezza, cosa che denota ancora una volta la scarsa cura dello store da parte di Google stessa.

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