Gli ultraportatili economici hanno un fascino tutto loro. Cercano l’essenziale, ci permettono di spendere poco e di fare esattamente quel che ci serve, senza extra. Il successo dei netbook stava dietro a queste logiche.

In pieno periodo Windows Vista, con i GHz messi sopra ogni cosa (si ricordi la GPU dedicata nei requisiti minimi), macchine come gli EeePC riportavano l’utente al centro di tutto, eliminavano ogni spreco, riducevano le dimensioni e rendevano comunitaria quella portabilità fino ad allora esclusiva dei costosissimi UMPC business.

Anni dopo, il loro declino arrivò più per volontà dei produttori (i limiti hardware di Intel, i vincoli software di Microsoft) che per la diffusione dei tablet, tanto che anche adesso, ad ogni annuncio che ricorda vagamente quel concetto, si creano interesse ed aspettativa. Asus VivoBook E200HA è un portatile con i requisiti giusti per sfondare. È l’aggiornamento tecnico di EeeBook X205TA, un 11.6 pollici da 200 euro uscito a metà 2014, tra i primi ad usare le nuove piattaforme Intel in un formato più comodo rispetto ai 2-in-1 da 10 pollici. E200HA ha ancora un listino simile ma monta adesso la CPU Atom x5-Z8300 “Cherry Trail” con grafica Intel HD a 12 unità di elaborazione (la vecchia ne aveva 4) e una componentistica che prevede WiFi ac e USB 3.0.

Invece l’Asus Vivobook X556UV è un portatile tuttofare. Il principale punto di forza consiste nel processore Intel Core i7-6500U. Funziona a una frequenza di 2,50 GHz, ma con la modalità Turbo arriva a 3.10GHz. Grazie alla potenza del processore, unita ai 4GB di RAM, si può usare qualsiasi applicazione senza risentire di alcun rallentamento. Il display ha una dimensione di 15,6 pollici con risoluzione da 1.366 x 768 pixel. Sfruttando la standard Asus Splendid, la correzione del colore viene gestita automaticamente. Per le prestazioni ha un prezzo davvero contenuto.