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Apple sta eliminando dal suo App Store, diverse applicazioni legate al coronavirus.

La compagnia, ha deciso di mantenere le sole app che arrivano da governi e istituzioni organizzate.

A riferirlo è la Cnbc dove leggiamo:

“Le app con le informazioni mediche attuali devono essere presentate da un’istituzione riconosciuta”, è questo la risposta del tea Apple al tentativo di pubblicare app legate alla pandemia di Coronavirus.

Anche Google si muove in questo senso, limitando al massimo le applicazioni legate al virus senza una fonte affidabile e che potrebbero diventare fonte di fake news, e disinformazione: app che, secondo Google”mancano di ragionevole sensibilità o capitalizzano su disastri naturali, atrocità, conflitti, morti o altri eventi tragici”, e che sembrano “trarre profitto da un evento tragico senza benefici evidenti per le vittime”.

Il Coronavirus, nella sua tragicità e nei danni enormi che sta facendo alle economie mondiali, sta diventando anche una fonte di speculazione e guadagno, grazie alle tante applicazioni e agli aggregatori che pubblicano senza tregua notizie, senza troppa attenzione alle fonti, relative all’epidemia in corso in tutto il mondo, con l’Italia tra i paesi più colpiti.

Un altro effetto già registrato dell’epidemia, è la crescita dei servizi in streaming e del settore dei videogiochi.

La tendenza a spendere più tempo a casa, sta infatti favorendo l’utilizzo di fonti di intrattenimento e potrebbe portare alla crescita di diversi settori.

Basti pensare a come Netflix abbia già guadagnato diversi punti in borsa dall’inizio dell’epidemia.

Naturalmente si parla di effetti collaterali e non di una mera speculazione sul virus come quella delle app che affollano gli store, alcune delle quali contenti anche malware e adware di vario genere.

Da notare è l’enorme richiesta di informazioni riguardo al virus, che sta caratterizzando il web di questi giorni.

La speranza è che l’epidemia possa finire al più presto.


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