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native advertising

Cosa si intende per native advertising? Se si fa riferimento alla definizione fornita dallo IAB nel 2013, al momento del lancio del Native Advertising Playbook, lo si intende come quella pratica in cui si fa: “riferimento ad annunci a pagamento coerenti con il contenuto della pagina, con il design e il comportamento della piattaforma in cui sono ospitati, in modo che l’utente li percepisca semplicemente come parte di essa”. Si tratta di una delle strategie più forti messe in campo dal marketing digitale che continua ad essere in costante crescita.

Secondo altri si può etichettare come native advertising sia il contenuto editoriale sponsorizzato, che il branded content, ma anche l’in-feed advertising, e lo sponsored widget, oltre che gli annunci sponsorizzati dei motori di ricerca proprio perché il concetto di native advertising può essere molto ampio ed i confini alquanto labili.

In generale chi si occupa di native advertising quindi si occupa dell’ideazione, creazione e dell’inserimento di contenuti pubblicitari all’interno di contesti coerenti con questi ultimi ed in grado di omogeneizzarsi nel migliore dei modi nella realtà in cui sono inseriti. La pubblicità di magliette da calcio, di scarpe professionali per tutti i calciatori può essere inserita, ad esempio, su un sito che racconta l’andamento delle ultime partite della Serie A fornendo tutti i risultati, la classifica delle squadre e dei capo-cannonieri ma anche i video con i goal più belli. La pubblicità di un parrucchiere o di un estetista, invece, può essere inserita in un articolo che spiega ai lettori le prossime tendenze moda in fatto di capelli o di make up.

Il native advertising non interrompe il flusso di pensiero del consumatore, non va a frammentare l’attenzione dell’utente creando maggiore engage e interesse. Non si tratta quindi di banner fastidiosi e adv invadenti che impediscono all’utente di leggere o guardare ciò che più gli interessa creando così sensazioni di fastidio e intolleranza..

Se si pensa ad una campagna di tipo omnichannel, in modo da sfruttare tutti i canali e tutti i device a disposizione, se si selezione, come per tutte le campagne, il formato più efficace per il proprio audience di riferimento, si fissano obiettivi realistici e si lavora in stretta sinergia con il proprio cliente e gli editori che andranno ad ospitare i messaggi pubblicitari creati ad hoc, si potrà realizzare una efficacia campagna di native advertising.

Rimanendo fedeli al fatto che il native advertising debba amalgamarsi al contesto ed evolvere con lui è bene sapere infine che vi siano due macro aeree di applicazione: l’area legata ai contenuti e l’area dei servizi.

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