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netflix calo

Dopo una serie di successi folli e il lancio di serie tv in grado di determinare la cultura pop di questi anni, Netflix frena deludendo le aspettative di crescita sull’anno corrente.

Il troppo stroppia e, a quanto pare, la corsa alla produzione di serie tv costante, sacrificando in certi casi la qualità e correndo alla scopiazzatura generale, pare aver danneggiato tutti i concorrenti che si contendevano un mercato relativamente nuovo.

Ecco che il colosso streaming chiude il secondo trimestre con 5,14 milioni di nuovi abbonati, un milione in meno rispetto alle previsioni di Wall Street. E naturalmente arriva l’immancabile crollo in borsa. La società continua a generare guadagni da record registrando una notevole crescita degli introiti, la delusione è però legata agli abbondati che bloccano le prospettive di crescita e rendono l’azienda una struttura capace di generare un introito costante ma non di superarsi nel tempo.

I risultati non sono pessimi, pare però che l’elevata concorrenza stia mettendo in difficoltà i vari fornitori di servizi di questo genere, c’è poi un elemento prettamente creativo. Non è facile produrre serie capolavoro a nastro, in grado di coprire una utenza affamata di contenuti continui e capace di divorare stagioni e stagioni in tempi brevissimi. Ecco che la colpa del calo si può attribuire anche all’assenza di prodotti che valgano davvero la pena di essere visti e che portino l’utente medio a provare Netflix per goderseli in santa pace.

Altro colpevole del calo sembra proprio Youtube. Il tubo infatti offre intrattenimento di vario genere ancora in forma gratuita. Questo va a concentrare una enorme fetta di popolazione che si accontenta spesso di contenuti più semplici e casalinghi, rispetto alle produzioni di livello proposte da Netflix. In certi casi infatti il culto dello Youtuber e la struttura a influencer riescono a ottenere un successo maggiore delle serie tv.

 

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